Come impostare i tre giorni

Il Sarrabus si visita bene con una base fissa e spostamenti brevi. Le distanze sono contenute, ma le strade sono spesso strette e tortuose, quindi le medie orarie restano basse e conviene non riempire troppo il programma. Costa Rei è il punto di appoggio più logico: sta al centro del litorale, ha i servizi essenziali ed è a poca strada sia dai paesi dell'interno sia dalla costa verso Villasimius. Tre giorni bastano per avere un'idea onesta del territorio, a patto di dedicare ogni giornata a un ambiente diverso invece di rincorrere tutto insieme.

Lo schema che funziona meglio è semplice: un giorno di mare vero, un giorno di entroterra e un giorno da giocare fra montagna e costa sud, scegliendo in base al meteo. Il vento, qui, conta più della temperatura: con maestrale forte alcune spiagge diventano scomode e conviene invertire l'ordine dei giorni senza rimpianti. Un'auto è praticamente indispensabile, perché i collegamenti pubblici fra le località costiere e i paesi sono limitati. Chi viaggia con bambini farà bene a tenere il giorno di entroterra come alternativa già pronta.

Giorno 1: il litorale di Costa Rei

La prima giornata è quella del mare e va presa con calma. Mattina sulla spiaggia lunga di Costa Rei, dove il fondale resta basso a lungo, e poi spostamento a piedi verso sud, nel tratto di Pixina Rei: sabbia più fine, ginepri quasi a ridosso della riva e molta meno gente. Nel pomeriggio vale la pena arrivare fino allo Scoglio di Peppino con maschera e boccaglio: intorno al masso di granito il fondale si movimenta e diventa il punto migliore del litorale per lo snorkeling.

Chi soggiorna a Bellavista Holiday House ha la spiaggia a circa 350 metri, cinque minuti a piedi lungo un breve sentiero con pochi gradini: l'auto può restare ferma per tutta la giornata. Il finale naturale è il rientro nel tardo pomeriggio, con la cena preparata sul barbecue sotto la pergola in giardino e le montagne che si scuriscono alle spalle. È il modo più economico di guadagnare due ore di vacanza in più. Portatevi dietro poco: telo, acqua e maschera bastano.

Giorno 2: l'entroterra fra Muravera e San Vito

Il secondo giorno gira le spalle al mare. Si parte verso Muravera, a una quindicina di minuti d'auto, per il mercato e la campagna degli agrumeti che ha reso famoso il paese; se capitate in primavera, la Sagra degli Agrumi porta in strada gruppi folk da tutta l'isola, carri tradizionali e il suono delle launeddas, che proprio nel Sarrabus ha una delle sue patrie storiche. Date e programma cambiano ogni edizione: verificateli sui canali ufficiali del Comune e della pro loco.

Nel pomeriggio si sale a San Vito e da lì al villaggio minerario abbandonato di Monte Narba, uno dei siti più produttivi della cosiddetta Via dell'Argento, attivo per decenni fra Ottocento e primo Novecento. Restano i ruderi delle abitazioni, degli impianti e della villa della direzione, in una valle silenziosa che vale il viaggio anche solo per l'atmosfera. Il museo del paese completa il quadro con fotografie e attrezzi originali. Sulla via del ritorno si può deviare al nuraghe Asoru, visibile a bordo della SS125 poco prima di Muravera.

Giorno 3: montagna o costa sud

Il terzo giorno si sceglie in base al meteo e alla voglia di camminare. L'opzione montagna porta ai Sette Fratelli, circa un'ora d'auto verso Cagliari: seimila ettari di foresta fra Burcei e Sinnai, sentieri segnati che partono dal centro servizi lungo la statale e il giardino botanico di Maidopis, dietro al quale, nelle ore fresche, capita di avvistare piccoli gruppi di cervo sardo. Servono scarpe adatte, acqua e partenza presto. La sosta al giardino botanico si presta anche a chi cammina poco.

L'opzione costa scende invece verso sud: Cala Sinzias con la sua distesa di sabbia bianca, Cala Pira chiusa dalla torre spagnola, l'ex colonia penale di Castiadas, oggi sede museale, dove si legge la storia della bonifica ottocentesca di queste pianure, e infine Villasimius con l'area marina protetta di Capo Carbonara. Dietro la spiaggia del Giunco, lo stagno di Notteri è uno dei pochi punti del sud-est in cui i fenicotteri si osservano con regolarità. Da Costa Rei l'intero giro si copre comodamente in giornata.

Consiglio: Guardate le previsioni del vento la sera prima e siate pronti a scambiare l'ordine delle giornate. Con maestrale teso l'entroterra o le cale riparate di Capo Ferrato salvano il programma molto meglio della spiaggia lunga.

Se avete un giorno in più

Con una giornata extra la scelta più interessante è il tratto di costa a nord. Il promontorio granitico di Capo Ferrato apre cale riparate come Portu de s'Illixi, Sa Figu e Porto Pirastu, mentre poco oltre si allunga la spiaggia di Feraxi, con sabbia più scura e pochissima gente. Alle spalle si aprono gli stagni di Colostrai e Feraxi, dove nei mesi meno caldi si vedono fenicotteri, aironi e cormorani, con Torre Salinas che domina la laguna da un affioramento di roccia. Aggiungete una sosta ai menhir sopra la piana di Pixina Rei e avrete chiuso il cerchio: mare, zone umide, montagna e preistoria in un raggio di pochi chilometri.

Soggiorna a Bellavista Holiday House

Siamo a Costa Rei, in un quartiere riservato a 350 metri dalla spiaggia: un appartamento di 95 mq con giardino privato, pergola e area barbecue, per un massimo di 5 ospiti.